martedì 15 marzo 2016

ROSARIA Occhi neri, profondi, colmi di tristezza. Il viso è scavato, sofferente, privo dei colori della vita. Quando muove leggermente il capo sembra che voglia trasmettere a chi le è vicino disagio, paura, profonda disperazione , ormai divenuti l'essenza della sua anima. -Rosaria, come va?- - Non lo vedi tu stessa come va?- E intanto mi mostra la mano destra dalle dita chiuse, indurite,che sembrano voler proteggere come con una morsa il loro interno, il piccolo palmo accartocciato, che si lascia solo intuire. Alza quindi la mano sinistra per eseguire un faticoso movimento dal basso verso l'alto; vuole mostrarmi che almeno questa parte del corpo è ancora viva ed efficiente. Poi, fa ricadere pesantemente la mano sul grembo... Tutta la parte destra del suo corpo è sterile e priva di vitalità. Ed è come se fosse oggi divisa in due: una parte di lei è completamente morta, l'altra continua stancamente a vivere. In due è stata divisa anche la sua vita: prima e dopo l'intervento chirurgico, prima e dopo i quarantotto anni segnati ineluttabilmente dalla fatidica data della scoperta del terribile male, prima e dopo la paralisi seguita all'intervento chirurgico. - Tu lo sai , mi conoscevi bene, avevo una gran vitalità, ero abituata a contare molto sulle mie forze. Andavo sempre di corsa, per muovermi usavo la motocicletta o la macchina, aiutavo mia madre, curavo la famiglia, crescevo le mie figlie , avevo una discreta vita sociale. Perché oggi mi ritrovo così? Sai darmi qualche risposta?- No, non ci sono risposte da dare, sono passati otto anni da quella terribile svolta e non ci sono risposte per Rosaria. - Non dovevo farmi operare quando i medici mi dissero che avevo un grosso grumo in testa, sarebbe stato meglio sfidare il destino e aspettare l'esito naturale delle cose!- Chi può dire cosa poteva essere giusto o sbagliato?chi è in grado di stabilire qualcosa in questa giungla umana dove si cerca di intervenire secondo canoni consolidati e ritenuti necessari? Rosaria è qui davanti a me, piccola e indifesa forse più dei nipotini che intanto le sue due figlie hanno voluto donarle. Non dorme mai, non dorme da otto anni. Trascorre la notte rimanendo ferma e immobile nella stessa posizione, con mille cupi pensieri nella testa. Domani sarà un altro giorno.

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